BARI | GAY: EMILIANO PRESENTA DDL, PUGLIA DICE “NO” A DISCRIMINAZIONI

"Da sempre la Puglia è in prima linea per la lotta alle discriminazioni e alle violenze nei confronti della libertà altrui. In questo caso è in prima linea per tutelare l'identità di genere, la libertà affettiva e sessuale, le scelte di vita della comunità Lgbtqi, che sin da quando ero sindaco di Bari abbiamo considerato con grande attenzione e come un fattore di progresso di tutta la nostra comunità". Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha presentato ai giornalisti il disegno di legge contro l'omofobia e la transfobia approvato ieri dalla Giunta regionale. Alla presentazione è intervenuto anche il presidente nazionale di Arcigay, Gabriele Piazzoni. La legge, è stato spiegato, mira a prevenire e contrastare le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o dalle condizioni intersessuali. La normativa prevede, tra l'altro, la promozione di specifiche politiche del lavoro, di formazione e riqualificazione professionale; attività di formazione e aggiornamento per insegnanti e personale scolastico e genitori; il sostegno degli studenti in ambito scolastico e universitario; ed eventi che diffondano la cultura dell'integrazione e della non discriminazione. La legge dispone anche interventi in materia socio-assistenziale e socio-sanitaria di informazione, consulenza e sostegno in favore sia delle persone Lgbtqi, sia delle loro famiglie. La Regione, inoltre, promuove il soccorso, la protezione, il sostegno e l'accoglienza alle vittime di discriminazione o di violenza mediante i servizi sociali. È prevista anche l'istituzione dell'Osservatorio regionale sulle discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere', per la raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei dati forniti da tutti i soggetti operanti nel settore. Il disegno di legge ora dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale. "Questa legge - ha rilevato Emiliano - sicuramente provocherà molte reazioni, ci saranno sicuramente i tutori della morale comune". "Io - ha aggiunto - chiedo loro una moratoria: prima di sparare su questa legge e dire che essa mette in pericolo la famiglia o la morale pubblica, chiedo di leggere il testo che io sono disponibile a discutere con chiunque". "Alla legge - ha proseguito - si possono presentare emendamenti, osservazioni. Noi valuteremo ogni cosa. Quindi prima di scatenare su questa legge un conflitto, proviamo a tenere insieme la nostra comunità affrontando insieme un problema che è oggettivo. Cioè quello di consentire a ciascuno di essere come vuole essere". "Peraltro - ha sottolineato - sono convinto che anche culture politiche diverse dalla mia hanno la stessa considerazione della libertà individuale, e quindi possono e hanno i assolutamente i mezzi per arrivare a conclusioni comuni a quelle della nostra amministrazione".
"Mi piacerebbe che i cittadini italiani, e in generale gli esseri umani, considerassero come la peggiore delle nefandezze pregiudicare, offendere e discriminare la libertà sessuale altrui". Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando oggi con i giornalisti a margine della presentazione del disegno di legge contro l'omofobia e la transfobia approvato ieri dalla Giunta regionale. "Siamo convinti - ha aggiunto Emiliano - che civiltà nei comportamenti e crescita generale della società vadano insieme. Non esistono società che possano crescere, anche solo dal punto di vista economico, che non abbiano un'alta considerazione dei diritti delle persone. E quindi questa legge, che pure è parziale, vuole spingere il Parlamento a legiferare in materia di discriminazione e omofobia". Per Emiliano, "è intollerabile che nelle scuole, nelle strade, qualcuno possa subire discriminazioni solo perché si veste, parla o si muove in un modo che da taluni non viene considerato accettabile, o peggio normale". "Le norme - ha concluso Emiliano - non fanno altro che raccogliere un modo di concepire la società che viene da noi stessi. Quindi quello che conta più di tutto è il convincimento e il progresso individuale e collettivo di ciascuno di noi".

ansa

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