CASARANO | FURTI ED ESTORSIONI NELLE MARINE SALENTINE, 8 IN ARRESTO

Era divenuta l’incubo di negozianti e residenti la banda sgominata all’alba di oggi dai carabinieri della Compagnia di Casarano, a conclusione di una indagine coordinata dal sostituto procuratore Paola Gugliemi. Circa 250 i furti messi a segno, in prevalenza tra Taviano, Racale e Ugento. L’operazione, ribattezzata Alì Babà, ha portato all’emissione di otto provvedimenti cautelari, in carcere e ai domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti accusati, a vario titolo, di “associazione per delinquere finalizzata ai furti, ricettazione ed estorsione”. In tre sono però sono riusciti a sottrarsi all’arresto. In carcere sono finiti Fabio Nobile, autotrasportatore di Taviano e Gianfranco Schito, custode del depuratore di Taviano (luogo utilizzato per nascondere parte della refurtiva). Le porte del carcere si sono aperte anche per il cittadino di nazionalità marocchin Zakaria Kadim; è stato posto ai domiciliari invece Mattia Schito, figlio di Gianfranco, arrestato a Milano dove si trovava per motivi di lavoro. Ai domiciliari anche Andrea Giannelli. Al momento risultano, invece, irreperibili gli altri tre destinatari dei provvedimenti restrittivi Nicola Lezzi, Marco Danilo e Mattia Greco. Altre nove persone risultano invece indagate a piede libero per aver supportato l’associazione a delinquere.Ai progetti criminali pianificati dall’organizzazione, della quale Nobile, Schito e Kadim sarebbero i vertici, avrebbero anche preso parte parenti, figli di conviventi e persone vicine alle proprie famiglie. L’operazione odierna è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Casarano, guidati dal capitano Rocco Errico, con l’ausilio delle unità cinofile per la ricerca di armi e droga e sotto la supervisione aerea di un elicottero dei Carabinieri del 6° Elinucleo di Bari. L’indagine ha avuto inizio  verso la fine del 2015, quando, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casarano, in sinergia con le Stazioni dipendenti, ha deciso di far luce sui numerosissimi furti ai danni di abitazioni, case di villeggiatura, soprattutto in periodo invernale, ed esercizi commerciali. Furti tutti caratterizzati dallo stesso modus operandi e messi a segno prevalentemente nei territori dei comuni di Taviano, Racale e Ugento e relative marine, ma anche nelle località di mare della fascia costiera jonica in direzione di Santa Maria di Leuca e in alcuni paesi dell’hinterland leccese. I militari sono così risaliti ad un sodalizio criminale specializzatosi in furti in case e attività commerciali. Colpi messi a segno  tra la fine del 2015 e la prima metà del 201, in alcuni casi anche su commissione. I ladri rubavano di tutto: condizionatori d’aria, elettrodomestici, attrezzi agricoli, giare nuove o antiche in terra cotta, biciclette, televisori. La banda ricattava poi le vittime con la tecnica del cavallo di ritorno. I legittimi proprietari per aver indietro gli oggetti rubati dovevano sborsare una somma che ovviamente variava a seconda del valore della refurtiva. Qualora il ricatto non riusciva la merce razziata veniva comunque immessa sul mercato e venduta ad acquirenti compiacenti.

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