Cavallino | Assalto armato al BlueSpirit, è caccia a 4 rapinatori

A distanza di dieci mesi dal precedente colpo la gioielleria Blu Spirit del Centro Commerciale Conad di Cavallino è tornata nel mirino dei rapinatori. A differenza dell’8 maggio dello scorso anno l’assalto si è però consumato al mattino, poco dopo l’apertura del negozio. La banda è entrata in azione intorno alle 9. Quattro persone con addosso tute da lavoro bianche, di quelle utilizzate dagli imbianchini, hanno fatto irruzione nella gioielleria del centro commerciale armati di pistole e mazze. Hanno quindi sfasciato vetrine ed espositori del negozio, situato nelle vicinanze di una delle uscite del centro commerciale, e si sono impossessati di gioielli e preziosi, per un bottino che è ancora in fase di quantificazione. I quattro banditi hanno poi guadagnato l’uscita.  Fuori ad attenderli c’era un’Alfa Romeo 147 di colore scuro, a bordo della quale si sono dati alla fuga. La vettura è stata poi abbandonata e data alle fiamme, nelle campagne tra Lecce e Monteroni, precisamente in via Nappa, non lontano dall’istituto di detenzione per minori di Monteroni. I rapinatori hanno preferito eliminare ogni traccia per poi proseguire la fuga a bordo di un’auto “pulito”,  A ritrovare l’Alfa in fiamme è stata una volante della Polizia, giunta sul posto dopo aver scorto un’alta nuvola di fumo, ben visibile anche dal Centro Commerciale. La vettura, ormai ridotta ad una carcassa fumante di lamiere, è risultata rubata a Copertino il 23 marzo scorso. I poliziotti hanno inoltre rinvenuto anche una delle tute bianche da lavoro indossate dai rapinatori e una pistola calibro 7.65. L’assalto ha gettato nel panico i dipendenti e quei pochi clienti in quel momento presenti all’interno della gioielleria Blu Spirit. Una signora ha accusato un malore e si è reso necessario l’intervento di un’ambulanza del 118. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lecce. I militari hanno ascoltato le testimonianze dei presenti e acquisito i filmati registrati dal sistema di videosorveglianza per ricavare elementi utili per risalire agli autori del colpo. Si tratta, come detto, della seconda rapina nel giro di dieci mesi ai danni della stessa gioielleria. La banda, composta anche allora da quattro malviventi armati e incappucciati, entrò in azione intorno alle 15. I banditi spaccarono le vetrine con una specie di piede di porco e si impossessarono dei preziosi in esposizione nelle varie vetrine, per poi fuggire a bordo di un’Alfa 147 rubata, che fu però abbandonata a motore ancora acceso su una stradina laterale, in aperta campagna.

Nessun commento ancora

Lascia un commento