COPERTINO | CONDANNATA INFERMIERA ACCUSATA DI CIRCONVENZIONE D’INCAPACE

Il giudice monocratico Bianca Todaro ha condannato a 3 anni di reclusione una infermiera 64enne residente a Copertino con l’accusa di circonvenzione di incapace. La donna, dopo aver intrecciato una relazione extraconiugale con un dirigente della Asl, un medico gallipolino, avrebbe prosciugato il suo patrimonio, per un valore di 250mila euro. Medico e infermiera intrecciarono una relazione nel 2011 dopo aver condiviso lo stesso posto di lavoro; lei, come infermiera in un distretto socio sanitario; lui, in qualità di direttore della stessa struttura. La loro relazione clandestina andò avanti anche dopo che il professionista, nel 2014, andò in pensione. La donna, sfruttando le condizioni di salute precarie dell’uomo, affetto da una malattia degenerativa, cominciò di fatto a gestire i conti correnti e le somme nella disponibilità dell’ex dirigente di distretto, accumulando così un ingente capitale. In maniera subdola e razionale, secondo l’accusa, perché perfettamente a conoscenza “dell’instabilità emotiva che aveva minato il fisico e la mente del dottore in pensione”. Le indagini avrebbero accertato una serie di versamenti in denaro, in contanti e tramite bonifico sui conti correnti della donna. E poi accessi presso la Banca Unicredit di Casarano: il tutto per una somma complessiva di circa 250 mila euro. Gli avvocati dell’imputata, che è stata condannata anche al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede e al pagamento di una provvisionale di 50mila euro, avevano sottolineato la mancanza di prove per poter contestare l’accusa di circonvenzione d’incapace.

Nessun commento ancora

Lascia un commento