ERCHIE – AVETRANA | OPERAZIONE “IMPRESA”, LIBERO IL SINDACO MINÒ. RESTA AI DOMICILIARI MARGHERITI

Ritrova la libertà il sindaco di Avetrana Antonio Minò. Giuseppe Margheriti, primo cittadino di Erchie, resta ai domiciliari. Questi gli esiti dopo dell’udienza di martedì al Tribunale del Riesame di Lecce, che ha respinto la richiesta di scarcerazione formulata dalla difesa dell’amministratore di Erchie, accogliendo, invece, le ragioni di Minò e dell’ex vicesindaco di Erchie Domenico Margheriti detto Domenghini. Torna libero anche l’ex consigliere Comunale di Manduria Nicola Dimonopoli.

Tutti, come si ricorderà, erano stati arrestati lo scorso 4 luglio dalla polizia di Taranto nell’ambito dell’inchiesta “Impresa”, che indaga su presunti commistioni tra mafia e politica. In carcere, tra gli altri, c’era finito anche il sindaco di Avetrana Antonio Minò, per cui i giudici leccesi hanno ritenuto non più necessaria la misura cautelare. Ai domiciliari, passa l'imprenditore manduriano Pietro Pedone che era in carcere. Confermate le misure per Luciano Carpentiere e Vito Mazza. I due Margheriti, invece, erano stati arrestati in regime di domiciliari. Domenghini, successivamente, si era dimesso dalla carica di consigliere Comunale. Era invece rimasto al suo posto il sindaco, sospeso dalla carica dal Prefetto di Brindisi, ma pronto, difeso dall’avvocato Raffaele Missere, a dimostrare la sua estraneità. Il primo passo verso la libertà è stato però stoppato dal Tribunale leccese. Margheriti resta ai domiciliari e lo scenario, con l’opposizione che chiede le sue dimissioni, resta complesso. Per lui, ma anche per la città.

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