Francavilla F.na (BR) I Tragica lite sul pianerottolo; resta in carcere Giovanni D’Angela

Tentato omicidio sul pianerottolo, a colpi di fucile: resta in carcere il 23enne reo confesso, scarcerato, invece, il padre del giovane. Mentre la vittima 38enne è in condizioni disperate. Davanti al gip tea Verderosa, Giovanni D’Angela, il 23enne accusato del tentato omicidio del vicino di casa Dario Caniglia, 38 anni, ha confermato quanto già detto ai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana dopo l’arresto in flagranza di reato registrato martedì pomeriggio. Ovvero, di aver imbracciato il fucile con canna mozzata e calciolo modificato  calibro 20 e di aver premuto il grilletto contro Caniglia, ma anche di averlo fatto perché minacciato con una mazza da baseball dal 38enne che da anni, per altro, continuava a vessare lui e la sua famiglia.  Ha confermato le reiterate vessazioni e provocazioni, nei suoi confronti e nei confronti del padre. Ha confermato, pure, di essere stato lui a premere il grilletto di quel fucile nascosto in casa senza che il padre Cosimo, anche lui arrestato con l’accusa di detenzione di arma, ne sapesse nulla. Per questo, venendo meno i gravi indizi di colpevolezza, l’uomo è stato scarcerato, mentre il ragazzo resta in carcere.  I due erano stati arrestati in flagranza di reato a margine del violento episodio registrato nel primo pomeriggio di martedì all’interno di un appartamento al primo piano di una palazzina Iacp di via Calamandrei, quartiere San Lorenzo di Francavilla Fontana. Mentre la vittima, Dario Caniglia, è ancora ricoverata in coma nel reparto Rianimazione dell’ospedale Antonio Perrino,  Giovanni, come detto, è accusato di tentato omicidio. È stato lui, reo confesso, ad esplodere un colpo con il fucile calibro 20 con canna mozzata risultato rubato. Furto commesso nel 1979 a Ceglie Messapica, quando l’arma fu trafugata dall’abitazione di un anziano del posto. Padre e figlio sono difesi dall’avvocato Donato Manelli.

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