FRANCAVILLA FONTANA | Crisi in giunta, il Pd chiede la testa di D’Alema

Canale85 vi terrà aggiornati durante le edizioni del Tg: 7.20 - 14.05 - 19.35

Una cosa è una battaglia, un’altra cosa è la guerra. Con un colpo di scena, l’ennesimo della lunga giornata vissuta tra Castello Imperiali e le segreterie di partiti e movimenti, il Pd cittadino tira fuori l’orgoglio e, con una nota, chiede al sindaco Maurizio Bruno, al termine di una riunione, un atto decisivo affinché siano ristabilite le regole di sano e leale confronto democratico tra le forze che compongono la maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale. Il ché, tradotto dal politichese, vuol dire la revoca dell’assessorato assegnato, solo poche ore prima, a Francesco D’Alema e, in generale, il no ad Area Popolare, rappresentato in consiglio Comunale da Giuseppe Cavallo e l’ex PD Carmela Lopalco. Insomma, è di nuovo crisi, perché sulla carta, senza Alternativa Popoalre, i numeri per governare non ci sarebbero neppure. A meno ché, non arrivi un insperato appoggio esterno. Se ne riparlerà nelle prossime ore. Per ora, il dado sembra tratto e il sindaco, già in mattinata, dovrebbe accartocciare la delega a D’Alema firmata da lui stesso solo in mattinata. A questo punto, per il settimo posto nell’esecutivo, potrebbe persino rientrare il “silurato” Luigi Galiano. Oppure, si potrebbe andare avanti con una squadra “a sei”. Di certo, tutto è rimesso in discussione. Duro, nel comunicato stampa serale, l’attacco del PD ad Area Popolare.
“La revoca delle dimissioni arriva dopo un lungo e travagliato periodo di instabilità non solo amministrativa che ha determinato anche e soprattutto la mancanza di rispetto, così come già ribadito dal PD, delle norme basilari che reggono i rapporti umani.
E’ notorio, come già da tempo sia stato richiesto, a chi si è reso protagonista di tale modus operandi, un atto di umiltà prima e di buon senso poi che non è mai giunto. Per tutta risposta, invece, il gruppo di AP in Consiglio Comunale, e i segretari cittadino e provinciali, ponendo in essere un vero e proprio atto di cannibalismo politico, in modo spregiudicato e subdolo hanno acquisito tra le proprie file chi, già eletta nel PD, ha inteso migrare verso “altri lidi” senza alcuna motivazione politica.
Senza entrare nel merito, poi, in ordine alla designazione del nuovo assessore in quota AP (certamente professionista stimato), contestiamo con forza la posizione pregna di arroganza e prepotenza con cui il gruppo di AP ha deciso di sottrarre una risorsa che ha dimostrato capacità e operatività, senza alcuna valutazione in ordine alla tutela dell’efficienza della macchina amministrativa.
Alla luce di quanto sopra il Partito Democratico nella sua totale interezza, dopo ampia e approfondita discussione avvenuta alla presenza del Sindaco Maurizio Bruno, ha chiesto con forza un atto decisivo affinchè siano ristabilite le regole di sano e leale confronto democratico tra le forze che compongono la maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale”.
Insomma, fuori D’Alema e pure Ap. La crisi non è ancora chiusa.

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