ILVA | CONTINUA A DISTANZA LO SCONTRO “CALENDA-EMILIANO”

Sembra non aver fine quello che ormai sta divenendo un continuo botta e risposta tra Calenda ed Emiliano, relativamente alla scottante questione Ilva. Il Tavolo per Taranto convocato dal ministro dello Sviluppo economico per il prossimo 20 dicembre, rischia di saltare, e questa volta davvero!. Lo scontro politico in atto da diverse settimane tra il dicastero di via Veneto, Comune di Taranto e Regione Puglia, si è nuovamente acceso. Ricordiamo, per chi si fosse perso qualche passaggio dell’odissea dialettica in questione, che, dopo il ricorso presentato al Tar di Lecce dai due enti pugliesi contro il Dpcm con cui il governo  approvò, lo scorso settembre, il piano ambientale presentato da Arcelor Mittal, che ha avuto come conseguenza, com’è noto,  la sospensione della trattativa per la cessione degli asset industriali del gruppo Ilva al colosso indiano, il ministro Carlo Calenda, a sorpresa, ha fatto tappa a Taranto per discutere l’evoluzione della vicenda “vis a vis” col primo cittadino Rinaldo Melucci, in particolare delle questioni ambientali e delle drastiche ripercussioni sanitarie , diretta conseguenza dell’attività produttiva dello stabilimento, che secondo  Comune e Regione non hanno avuto la giusta rilevanza ed attenzione nel piano ambientale di Arcelor Mittal approvato dal Governo. Proprio a seguito di quell’incontro, nei gg scorsi, il ministero competente ha annunciato la convocazione del tavolo al mise il prossimo 20 dicembre che avrebbe all’ordine del giorno «quanto già richiesto con apposita lettera dal sindaco al ministro prima dell’incontro istituzionale del 16 novembre scorso ». La nota del ministero si concludeva così: «Il sindaco ha confermato che al ricevimento della formale convocazione con l’ordine del giorno condiviso, sarà disponibile al ritiro del ricorso al Tar, previa consultazione con il governatore Emiliano». Ed è proprio in questa «consultazione» che qualcosa deve essere andato storto. Perché nella conferenza stampa congiunta che sindaco e governatore hanno tenuto qualche ora dopo la ripartenza del ministro Calenda dalla città dei Due Mari, hanno dichiarato che il ricorso al Tar sarebbe stato ritirato, soltanto dopo che nella riunione romana si fosse entrato nel merito delle proposte avanzate dai due enti pugliesi. E qualora la concertazione con ArcelorMittal avesse visto accolte alcune di esse.Calenda nelle ultime ore ha dichiarato testualmente : «la convocazione con l’ordine del giorno condiviso è uscita, mi aspetto che il ricorso venga ritirato» dal sindaco di Taranto, «altrimenti il tavolo non si fa, o ci occuperemo di quei problemi ma senza un confronto che non può essere in parallelo nelle aule di tribunale». Di tutt’altro avviso Emiliano: «Il ricorso resta in piedi fin quando non saranno discusse le osservazioni», ha detto. «Calenda ha fatto il blitz a Taranto perché escludere Regione e Comune dalla trattativa è stata una sciocchezza. Se farà saltare il tavolo se ne assumerà le responsabilità», ha aggiunto. Ricordando che la Regione propone di inserire la tecnologia a gas insieme al carbone. «Così lo stabilimento diventa flessibile, si adatta al mercato e inquina meno. E si mettono d’accordo città, Regione, governo e acquirente».

foto ANSA

 

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