LECCE | Condannata a 19 anni, evade. Ritrovata dopo poche ore

Prima la condanna del giudice a 16 anni di reclusione più 3 in una comunità e poi la fuga. Valentina Piccinonno, la 33enne accusata di aver ucciso con un colpo alla testa Salvatore Maggi nelle campagne di Arnesano nel 2015, è evasa dalla casa di cura di Turi dove si trovava agli arresti domiciliari, ma la sua evasione è durata poco meno di 24 ore. La donna, nota alle cronache per episodi di spaccio e di violenza, e anche per aver tentato di rapire dal parco giochi una bambina bulgara, uccise il gestore di una sala giochi dopo l’ennesima evasione dai domiciliari. In quel 28 giugno di due anni fa i poliziotti della sezione volanti fermarono nel quartiere Stadio alla guida di una Fiat Panda la Piccinono, la panda di proprietà di Maggi. Un’anomalia che costrinse gli agenti ad andare in un terreno dove Maggi passava il tempo libero e lo trovarono disteso senza vita, con il cranio fracassato. Nelle scorse ore l’evasione, l’ennesima, questa volta però per evitare una reclusione di 19 anni. Sulle sue tracce carabinieri e polizia e nel giro di poche ore è stata rintracciata in una stazione di servizio di Specchia, nel Capo di Leuca, a bordo di un’auto guidata da un altro individuo barese che avrebbe favorito la sua fuga. Ai carabinieri della compagnia di Tricase avrebbe cercato di fornire false generalità. Un atteggiamento confuso rafforzato dalla informazioni discordanti dichiarate dal suo accompagnatore. I militari hanno arrestato nuovamente la Piccinonno e condotta in carcere.

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