Lecce | Furti in città, arrestati presunti autori

Sono stati individuati e tratti in arresto a conclusione di una indagine lampo gli autori di almeno tre episodi di microcriminalità verificatesi nella giornata di ieri a Lecce. I poliziotti delle Volanti della Questura di Lecce, coordinati dal dirigente Eliana Martella, hanno stretto le manette intorno ai polsi di un brindisino di 36 anni, responsabile dello scippo perpetrato nella mattinata di ieri, in via Benedetto Croce, ai danni di un’anziana di 78 anni; in cella è finito anche un ladro seriale, un leccese di 30 anni, riconosciuto quale autore dei furti ai danni del negozio "Salentinamente” e del ristorante “Semiserio”. E’ stato intercettato e bloccato lungo Viale della Libertà, mentre era a bordo di una Fiat Punto rubata in mattinata a Galatina, Mauro Bagordo, 30enne di Brindisi. Gli stessi agenti, peraltro, appena il giorno prima lo avevano soccorso. L’uomo aveva accusato un malore in piazzetta Verdi e affidato ai sanitari del 118 era stato poi accompagnato presso l’ospedale di Galatina. Dimesso dal Santa Caterina Novella, evidentemente, il 30enne brindisino ha poi rubato la Fiat Punto con la quale ha fatto ritorno a Lecce. Proprio quella vettura è infatti comparsa sulla scena dello scippo ai danni una 78enne leccese con difficoltà motorie, avvicinata e derubata mentre passeggiava sottobraccio con un’altra donna che l’accompagnava. Scippo consumatosi in via Benedetto Croce. Bagordo si è avvicinato alle due donne e dopo averle distratte, ha sfilato la borsetta che la 78enne portava a tracolla, provocando la caduta a terra dell’anziana vittima, fortunatamente cavatasela con un semplice livido sul ginocchio. L’analisi di alcuni filmati, registrati dalle telecamere di sicurezza di un negozio situato nelle vicinanze del luogo in cui è avvenuta lo scippo, ha consentito in breve agli agenti di individuare in Mauro Bagordo, l’autore del reato. Il 36enne, come detto, è stato intercettato in Viale della Libertà, era a bordo della Fiat Punto di colore grigio con la quale si era dileguato dopo lo scippo e addosso aveva ancora le chiavi di casa della vittima, che erano custodite all’interno della borsa sottratta. Messo alle strette, il 30enne ha indicato ai poliziotti il luogo (via Cantù, nei pressi del depuratore) in cui aveva gettato la borsetta ed il portafogli dell’anziana, al cui interno vi erano appena 20 euro. D’intesa con il pm di turno il brindisino è stato tratto in arresto e condotto in carcere con le accuse di rapina e ricettazione. Il secondo arresto riguarda invece la scia di furti avvenuti ieri nel centro di Lecce, tra corso Vittorio Emanuele e Via dei Mocenigo. In manette è finito il 36enne leccese Simone Mazzei,. Il giovane è accusato di un doppio furto (uno dei quali divenuto, a causa di una breve colluttazione, una rapina impropria) avvenuti ai danni del negozio “Salentinamente” di corso Vittorio Emanuele II e del ristorante “Semiserio” in via Dei Mocenigo. Il primo colpo ai danni di Salentinamente. Entrato nell’esercizio commerciale, all’interno del quale erano presenti soltanto una dipendente ed un turista russo, si è subito diretto verso il registratore di cassa. La commessa ha provato a bloccarlo, riuscendo a costringerlo alla fuga dopo avere arraffato soltanto una banconota da 20 euro. Inseguito dal turista straniero il ladro aveva poi lasciato cadere l’unica banconota rubata. Qualche minuto dopo il secondo tentativo, con lo stesso modus operandi, stavolta ai danni del ristorante “Semiserio”, nei pressi di piazza Sant’Oronzo. Sorpreso dal proprietario e da un dipendente nei pressi del registratore di cassa dal quale aveva appena arraffato 90 euro, Mazzei è stato inseguito. La scena è stata notata dai poliziotti , che già avevano avviato le ricerche del ladro sulla base della descrizione delle vittime del precedente furto. Il 36enne leccese è stato bloccato dai poliziotti all’altezza di via Costa, e arrestato in flagranza di reato per il furto nel ristorante. Ma a Mazzei viene anche contestata la rapina alla farmacia Elia in via Leuca del 16 marzo: le immagini della videosorveglianza hanno consentito di riconoscerlo senza ombra di dubbio. Anche in quel caso con fare fulmineo sei era impadronito del denaro contenuto in cassa, solo qualche decina di euro.

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