LECCE | SALVEMINI SFIDA IL CDX E VA DAL PREFETTO

Che sarebbe stata anatra zoppa lo si sapeva già dal 25 giugno quando Carlo Salvemini venne eletto dai cittadini sindaco di Lecce. L’ufficialità è arrivata dal Consiglio di Stato che ha confermato la sentenza del Tar di Lecce. La legge, infatti, parla chiaro: primo e secondo turno non sono cumulabili al fine di attribuire il premio di maggioranza. Il vicesindaco Alessandro Delli Noci che, appoggiando Carlo Salvemini al ballottaggio, è stato autore del ribaltone, propende per una soluzione politica, di dialogo, di convivenza. Carlo Salvemini non ci sta a scendere troppo e compromessi e preferirebbe lasciare piuttosto che fare inciuci, ma prima c’è una priorità: la presentazione e approvazione del bilancio di previsione presentato nelle prossime ore e che dovrebbe essere approvato a metà marzo. Questo, però, porterebbe la città, in caso di scioglimento dopo il 24 febbraio, ad un periodo di commissariamento e le elezioni nella primavera del 2019. Le cose potrebbero andare diversamente. Nelle scorse ore Salvemini ha incontrato il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, nominato commissario ad acta, chiedendo di provvedere in tempi brevi agli adempimenti previsti per permettere ai consiglieri eletti nelle liste che hanno sostenuto Mauro Giliberti di poter esercitare il loro diritto di scelta riguardo lo scioglimento del consiglio comunale mediante raccolta contestuale di 17 firme. E consentire – in tal modo – di poter tornare al voto tra il 15 aprile ed il 15 giugno 2018. Per Salvemini E’ l’unica possibilità che resta per poter ridare subito la parola agli elettori. I “consiglieri del centrodestra congelati” Angelo TONDO, Attilio MONOSI, Giorgio PALA, Laura CALò, Paola Gigante e Federica De BENEDETTO. Nel centrosinistra, invece, dovranno fare le valigie Silvano VITALE, Giovanni CASTORO, Roberta DE DONNO, Maria Paola LEUCCI ed Ernesto MOLA, Ermenelgildo De Giovanni.


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