Lecce | Scritte sui muri: Tap promette pulizie e NoTap risponde alle accuse

E’ unanime lo sdegno e la condanna per gli sfregi al patrimonio cittadino inferti nel corso della marcia No Tap snodatasi ieri pomeriggio per le strade di Lecce. Scritte con vernici spray sono state vergate sui muri lungo tutto il tragitto del corteo, partito dal Viale della Stazione e conclusosi in Piazza Sant’Oronzo. I circa 150 manifestanti, prevalentemente antagonisti ed appartenenti ai centri sociali provenienti da fuori, hanno imbrattato anche i muri di edifici storici come il Teatro Apollo, il Palazzo delle Poste e la recinzione del Museo di Castromediano. Nel mirino dei contestatori sono finite anche le forze dell’ordine che presidiavano il corteo in tenuta anti sommossa. Poliziotti, carabinieri e finanzieri sono stati bersagliati dal lancio di bombe carte, bottiglie di vetro e fumogeni. Tutte le azioni di devastazione sono state filmate dai poliziotti della scientifica. Ora sono al vaglio degli investigatori e gli autori saranno denunciati. Duro il commento del sindaco di Lecce Carlo Salvemini che definisce “falsi difensori del territorio” gli autori degli atti di vandalismo che hanno deturpato la città. “Il diritto di manifestare la propria contrarietà ad un'opera che si considera incompatibile con l'equilibrio ambientale e sociale del territorio, scrive Salvemini su Facebook, è un diritto costituzionalmente garantito e mai messo in discussione. Dispiace però, prosegue il primo cittadino di Lecce, che ci sia qualcuno, tra coloro che hanno partecipato alla manifestazione No Tap di ieri, che pensa di potersi presentare come difensore del territorio e poi nel contempo manifesta disprezzo verso luoghi come scuole e teatri, tanto da danneggiarli intenzionalmente con scritte che, al di là del contenuto (in alcuni minaccioso e intimidatorio) altro non sono che manifestazioni di inciviltà. Ci adopereremo immediatamente per ripristinare, a spese di tutti i leccesi, la pulizia dei muri imbrattati, scrive ancora Salvemini, e al contempo per individuare i responsabili e chiedere loro il risarcimento dei danni. In chiusura, conclude, voglio ringraziare le forze dell'ordine, che ieri hanno assicurato con professionalità il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero senza ricadute sulla sicurezza dei leccesi». Anche TAP si associa allo sdegno e alla condanna dell’intera comunità leccese per gli atti vandalici e la deturpazione dei monumenti perpetrata dai manifestanti no Tap nella serata di ieri. E si mette a disposizione per contribuire a sostenere la pulitura e il ripristino degli edifici e dei monumenti danneggiati.

Il Movimento No Tap risponde alle accuse e parla di una città pronta a condannare i messaggi vergati in vernice nera e rossa su beni patrimonio di tutti ma che “fa finta di non vedere lo scempio di San Basilio e quello che per 22 km l’attraverserà, la stessa che nega il messaggio inquietante che tutto questo porta”. “Ringraziamo la multinazionale, affermano, per aver messo a disposizione una bottiglia di diluente necessario a pulire i monumenti”. L’auspicio del movimento, ora, è che “con la stessa solerzia”, Tap provveda a ripristinare lo stato dei luoghi, come ha dichiarato sempre di voler fare, “dopo lo sbancamento della Palude di Cassano e la distruzione dell’area di San Basilio“. “A quanto pare, proseguono, nell’area di cantiere Tap ci sono dei vandali ambientali che agiscono in tutta libertà e sarebbe auspicabile un intervento”. A supporto di tali accuse hanno diffuso questo video. I No Tap stigmatizzano pure il “dispiegamento di forze inaudito” che ha accompagnato il corteo, “una repressione assurda, un governo che ha paura della verità”, dicono. “Dove erano – si chiedono poi, con riferimento ai politici che, a vario titolo, hanno preso a cuore la causa – tutti coloro che si sono lavati la faccia con una firma? No, è vero: la campagna elettorale è finita, non serve più speculare su questa lotta“.

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