LECCE, sgominata organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga

Un'organizzazione criminale italo-marocchina dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti è stata sgominata a conclusione di un'indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Lecce e andata avanti per due anni. Il blitz antidroga è scattato all’alba di oggi. I poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine di Lecce, avvalendosi del supporto del personale delle Squadre Mobili di Bari, Brindisi e Novara, hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò, su richiesta del pubblico ministero Carmen Ruggero. E’ invece riuscito a sfuggire per ora alla cattura un nono destinatario del provvedimento restrittivo, che risulta irreperibile. Si tratta di un marocchino residente nel novarese. Altri due cittadini del paese nordafricano, sono invece finiti in manette. Proprio dal Marocco, grazie all’intermediazione fornita dal 49enne Abderrazak Hachouch, giungeva infatti l’hashih destinato poi ad essere spacciato nell’area compresa tra Nardò, Copertino e Leverano. L’operazione, denominata “TAJINE”, ha preso non a caso il nome del tipico piatto marocchino. L’organizzazione criminale faceva inoltre arrivare cocaina nel Basso Salento, precisamente nella zona di Taurisano, grazie ad alcuni contatti che uno degli arrestati, il 36enne copertinese Cosimo Antonio Drazza, intratteneva con soggetti di origine calabrese. Il copertinese Drazza e il marocchino Hachouck sono ritenuti dagli investigatori i componenti di spicco del gruppo criminale. In manette sono inoltre finiti il leccese Giovanni DE MITRI, 67 anni, Cosimo Albanese, 65enne di Veglie, Francesco Vantaggiato, 31 anni, nato a Nardò, Salvatore Cagnazzo, 44 anni di Leverano, Giacomo Mastropasqua, 43 anni di Bisceglie e il marocchino Abdelkhalek ANTRA detto “Hmida”, di 44 anni. Risulta invece al momento irreperibile, il terzo marocchino destinatario di un provvedimento restrittivo, il 39enne Aziz HAMDI. I reati contestati agli arrestati, in concorso tra loro, sono quelli di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché di detenzione illegale di armi. Gli stessi reati sono contestati ad altre 25 persone indagate a piede libero. Stando alle condotte dalla Squadra Mobile si sarebbero resi responsabili di numerose importazioni e trasporti di sostanza stupefacente, del tipo cocaina e hashish, e della detenzione illegale di armi. Gli arrestati sono stati condotti nelle case circondariali di Bari, Brindisi e Lecce. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 2 chili di cocaina, 20 di hashish, 2 di marijuana e varie armi e munizioni: una carabina, un revolver, una pistola semiautomatica, un silenziatore, un fucile calibro 12 a canne mozze, 200 proiettili di vario calibro, due detonatori. Il nome più noto alle cronache, tra le otto persone finite in carcere, è quello del copertinese Antonio Cosimo Drazza. Nel gennaio del 2015 fu fermato in Calabria e trovato con 2 chili di cocaina. E nelle campagne di Sant'Isidoro, durante un successivo sopralluogo, spuntò un intero arsenale. Qualche mese dopo, nel mese di maggio del 2015, i carabinieri del Nucleo Investigativo scoprirono che Drazza era in possesso di una delle armi rubate dalla caserma della Forestale di San Cataldo. Un mitragliatore M12 che il copertinese avrebbe ricevuto dal 47enne neretino Angelo Buccarella per sanare un debito di 2mila euro.

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