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Lecce-Vice ministro Laura Castelli: ” Le province vanno abolite” e i sindaci disertano l’incontro

1 Risposta

  1. Si parla di abolizione di province quando dovrebbero abolire le migliaia di enti inutili che costano miliardi di euro, che hanno i vertici nominati dalla politica e al posto di vedere a cosa realmente servono le regioni, si è trovato il capro espiatorio nelle province, unico ente che funzionava e che erogava servizi utili al cittadino e al territorio con costi irrisori, circa l'1% sul bilancio dello stato. Oggi i costi sono aumentati e il caos, disservizi e danni al territorio sono sotto la luce di ognuno di noi. La politica del fare sarebbe questa. Poi un altro aspetto deprimente: parliamo di dare dignità ai lavoratori e tante altre belle parole o provvedimenti eppure dei 30.000 dipendenti delle province, che hanno vinto un concorso pubblico e che da 5 anni sentono queste assurde storie iniziate con il precedente governo e che continuano penosamente con quest'altro, nessuno ne parla. Come fossero figli di nessuno e colpevoli non si sa di quali colpe. Stipendi pagati ammalapena a fine mese, accessorio spesso un miraggio, progressioni a zero da quasi un decennio in alcuni casi per non parlare delle difficoltà oggettive in cui migliaia di lavoratori sono costretti a lavorare in condizioni davvero mortificanti. La cosa bella è che un referendum costituzionale ha bocciato l'abolizione delle province ed oggi qualcuno ripropone questa assurda storia senza il rispetto evidentemente della volontà del popolo. Ma che nazione è questa? Spero che non si calchi troppo sulla rabbia della gente e sulla disinformazione, perché prima di parlare inviterei più d'uno a recarsi in prima persona nei territori più periferici a vedere cosa fanno le province e i servizi erogati dalle stesse, nonostante senza soldi e dignità. Speriamo che il popolo, in democrazia, sappia votare già dalle imminenti europee.

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