CAVALLINO | I beni di Mero di proprietà dello Stato

Immobili, ville, società e conti correnti riconducibili a Giuseppino Mero, 53enne di Cavallino, diventano ufficialmente di proprietà dello Stato. La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha infatti proceduto alla confisca irrevocabile del patrimonio del pluripregiudicato cavallinese, attualmente detenuto e già condannato per associazione per delinquere e traffico di sostanze stupefacenti. Il provvedimento di confisca, che risale al 15 aprile del 2015 è divenuto irrevocabile il 23 maggio scorso. Ha origine da una proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dal Direttore della D.I.A., a conclusione di indagini patrimoniali svolte dalla Sezione Operativa di Lecce, che hanno consentito di accertare l’evidente sproporzione tra gli esigui redditi dichiarati dal Mero e dal nucleo familiare, rispetto a quelli a lui riconducibili. Il provvedimento di confisca irrevocabile riguarda un patrimonio davvero cospicuo composto da ventotto immobili, tutti ubicati a Casarano, una villa indipendente in agro di Cavallino, le metà indivise di una villetta a schiera e di un box ubicati entrambi a Lequile. E ancora una società denominata “Immobiliare Spera Srl” con sede in Lizzanello, l’impresa individuale denominata “MERO Stefano” con sede in Cavallino, che si occupa dell’attività di commercio all’ingrosso di pellet e infine un conto corrente. Mero, già condannato in maniera definitiva per associazione per delinquere e traffico di sostanze stupefacenti, è coinvolto anche in vicende giudiziarie ancora in corso. Nel dicembre dello scorso anno fu destinatario di un provvedimento restrittivo nell’ambito dell’operazione Federico II che ha smantellato un sodalizio italo-albanese, dedito al traffico di ingenti quantitativi di stupefacenti. E poco meno di un mese fa, insieme ad altri 38 imputati, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. E’ inoltre indagato per omicidio colposo, a causa di un incidente avvenuto nel 2014 in cui perse la vita un 73enne di Cavallino. In quella circostanza, a pochi metri di distanza dal luogo del sinistro, i carabinieri trovarono anche un involucro contenente un chilogrammo di marijuana. Sostanza stupefacente, fu il sospetto, gettata nelle campagne circostanti, proprio da Giuseppino Mero.

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