MELENDUGNO | Cantiere Tap, ennesimo blitz: scontri e contusioni

Un messaggio nella tarda ora sul profilo Facebook del primo cittadino di Melendugno Marco Potì e poi quello postato sulla pagina degli attivisti No Tap. Questo è bastato per far radunare centinaia di persone in località san basilio per impedire il transito dei mezzi pesanti per il trasferimento dei 42 ulivi già sradicati in precedenza nel centro di stoccaggio Masseria del Capitano dove dimorano altri 168 alberi. Sul posto c’erano duecento agenti dei reparti mobili della Questura coadiuvati da carabinieri. I manifestanti avevano bloccato la strada per San Foca sedendosi per terra e avevano eretto una barricata sulla strada principale di accesso al cantiere. Anche questa volta i manifestati sono stati sollevati di peso dagli agenti in tenuta antisommossa e spostati per liberare la strada.

All’alba la conta dei danni: due camion di Tap risultano danneggiati, e gli attivisti NoTap mostrano i segni delle manganellate. A richiedere l’intervento delle forze dell’ordine la multinazionale Tap che sta liberando dagli alberi la zona interessata dalla realizzazione del gasdotto. Tutti i 210 ulivi saranno poi reimpiantati al termine dei lavori.

Intanto il primo cittadino Potì ritiene tutto questo assurdo, in quanto Tap avrebbe violato quanto riportato nell’autorizzazione unica in suo possesso: le attività sono sospese da giugno a settembre. Si dice sconcertato dallo spiegamento di forze dell’ordine italiane per spostare 43 alberi, già sacrificati tanto tempo fa, senza motivo, senza autorizzazioni successive, senza nessun buon senso. Oggi, più di ieri, gli attivisti gridano il loro dissenso.

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