Omicidio Durini | I genitori di Lucio: “Siamo orgogliosi di lui, siamo vivi”

“Siamo orgogliosi di lui, siamo vivi” sono le parole pronunciate da Rocchetta Rizzelli, la mamma di Lucio, il 18enne di Montesardo accusato di aver ucciso Noemi Durini. Orgogliosi perché in aula, ancora una volta, Lucio ha difeso la sua famiglia ammettendo ciò che confessò il 13 settembre del 2017, ovvero, di aver ucciso la fidanzata per ostacolarla nell’intenzione di sterminare la famiglia Marzo e perché esasperato dai litigi e dalle tensioni tra le due famiglie che si opponevano alla relazione. Quando Noemi ufficializzò la relazione con Lucio su Facebook, il padre Biagio commentò il post scrivendo: “Un cancro”. Giunto dal carcere di Quartucciu in Sardegna, dov’è detenuto dal momento del suo arresto, Lucio ha incrociato per la prima volta gli sguardi di Imma Rizzo e Umberto Durini, i genitori di Noemi. A loro, a voce bassa, ha chiesto scusa, ma ciò non è bastato per Umberto che forse - dice - accetterà la richiesta di perdono e non di scuse una volta condannato. Imma continua a chiedere giustizia per sua figlia. Gli avvocati difensori di Lucio, Paolo Pepe e Luigi Rella, hanno avanzato una doppia richiesta: rito abbreviato e messa in prova ai servizi sociali. Il Gup, però, ha rigettato la messa in prova accogliendo il rito abbreviato che inizierà il prossimo 2 ottobre con la requisitoria e il giorno successivo, a conclusione delle arringhe difensive, verrà emessa la sentenza. Lucio dovrà difendersi dall’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, i motivi abietti e futili, di aver agito con crudeltà e di aver occultato il cadavere.

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