FRANCAVILLA FONTANA | Crisi nella maggioranza, il PD: “Cavallo chieda scusa”

“Se il consigliere Giuseppe Cavallo non chiederà scusa, non ci siederemo più al tavolo con Area Popolare”. Questo il diktat del circolo cittadino del Partito Democratico dopo i fatti del consiglio Comuanle di lunedì. Quando, cioè, il botta e risposta tra l’alfaniano Cavallo e l’assessore ai lavori pubblici Tommaso Resta si è trasformato, a microfoni spenti, in una piccola rissa verbale. Da che parte stia la ragione lo sanno solo i due diretti interessati. Il Pd, primo partito di maggioranza, ora, però, pretende le scuse del consigliere, per altro pure lui di maggioranza.

“Nei giorni trascorsi, con sconcerto, ma mettendo da parte momentaneamente per senso di responsabilità il nostro disappunto, in vista del delicato Consiglio Comunale del 26.06.17, abbiamo letto del comunicato stampa di Alternativa Popolare. Attendevamo – si legge nella nota del Partito Democratico -  delle sostanziali rettifiche che sono giunte, solo in parte, con una intervista del Segretario di A.P. Ieri abbiamo assistito, insieme alla Città, a due interventi del Capogruppo di A.P. : uno a microfoni accesi, l'altro durante una sospensione del Consiglio Comunale. In ordine al primo, che voleva essere solo politico, prendiamo atto, anche qui, di aver assistito ad una approssimata rettifica che, nella sostanza, sconfessava parzialmente i toni perentori espressi nel documento politico del 23 Giugno u.s. Il secondo, invece, è stato un durissimo e indegno attacco personale al nostro Assessore Avv. Tommaso Resta, al quale tutto il P.D. esprime solidarietà e vicinanza umana. Ed allora, se la questione fosse rimasta meramente politica avremmo osservato che: - il Partito Democratico, com'è noto, nell'interesse della maggioranza, della governabilità e del Sindaco Maurizio Bruno ha sempre mostrato grande senso di responsabilità ed appartenenza, al fine di consentire a tutte le forze politiche pari dignità; - oggi, in Giunta, siedono ben due assessori non eletti in Consiglio Comunale, non espressione del P.D.; - tanto è stato consentito, solo e soltanto con la disponibilità del Partito Democratico che, evidentemente, ha più volte anteposto l'azione politica e lo spirito di condivisione agli interessi, seppur legittimi, di Partito; - non sempre i Consigli Comunali registrano la presenza di tutte le forze della maggioranza, oltre il PD; - raramente le Commissioni consiliari possono annoverare la presenza di tutte le forze politiche, oltre il P.D; - A. P. avrebbe fatto bene a rappresentare il proprio malcontento alla persona loro più vicina che, dopo il sindaco Bruno, riviste importanti responsabilità nell'esecutivo, ovvero all'Assessore Avv. Luigi Galiano che si onora, anche grazie al Partito Democratico, di indossare i galloni di Vicesindaco e magari a questi indirizzare i toni da ultimatum che si respingono al mittente. La questione però, a causa del gravissimo attacco personale, non ha più nulla di politico. Riteniamo, com'è ovvio, che non può esservi condivisione di nessun progetto, senza il rispetto delle persone che lo interpretano, soprattutto se, come nel caso di specie, trattasi di una personalità da sempre punto di riferimento del Partito Democratico. Alla luce di tanto rendiamo noto, sin da ora, al Sindaco Maurizio Bruno che nel caso in cui non dovessero pervenire chiare ed inequivocabili manifestazioni di rinnovata e completa fiducia, al Sindaco, alla Giunta e in particolare all'Avv. Tommaso Resta, anche pubbliche scuse, da parte del consigliere Giuseppe CAVALLO, il P.D. - si conclude il comunicato stampa - prenderà atto di non poter sedere al tavolo con chi non garantisce il rispetto minimo delle relazioni politiche e umane.

Ora, chi conosce Peppo Cavallo, è certo che le scuse non arriveranno mai. Per certi versi, sarebbe come pretenderle da Fonzie di Happy Days. E allora, potrebbe andare proprio così. Con cavallo che potrebbe ammettere di non aver avuto esattamente ragione e il PD che si accontenta. Anche perché, in caso contrario, tutti a casa. La maggioranza del sindaco Maurizio Bruno, senza il voto di Cavallo, non avrebbe i numeri per governare. Ad ogni modo, i giorni felici sembrano finiti da tempo.

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