SPECCHIA | OMICIDIO DURINI, PRELEVATO CAMPIONE DI DNA DI L.M.

Il prelievo di un campione di saliva di Lucio, il ragazzo di Montesardo accusato dell’omicidio di Noemi Durini, è stato effettuato ieri nel carcere minorile di Quartucciu. Proseguono infatti le indagini di carattere biologico, molecolare e genetico per trovare riscontri sulla responsabilità del baby assassino, che dopo essersi accusato dell’omicidio della fidanzata e averne fatto ritrovare il cadavere ha poi cambiato versione accusando del delitto Fausto Nicolì, meccanico 49enne di Patù e conoscente della coppietta. Il ragazzo di Montesardo, che nel corso dell’incidente probatorio è stato ritenuto capace di intendere e volere, è accusato di omicidio volontario con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti e futili e di aver agito con crudeltà. Il prelievo di saliva eseguito ieri dagli uomini della Polizia Giudiziaria servirà per accertare in laboratorio se siano state lasciate tracce riconducibili a Lucio su tutto il materiale sequestrato dopo l’omicidio di Noemi . La ragazza, così come confermato dall’autopsia, fu uccisa con una coltellata e alcuni colpi di pietre in un terreno posto nelle campagne tra Santa Maria di Leuca e Castrignano del Capo. Nella giornata di domani il pm del Tribunaled ei Minorenni Anna Carbonara conferirà l’incarico al maresciallo dei carabinieri del Ris Vincenzo Verdoliva, per stabilire la presenza di tracce di Lucio o di altri soggetti su tutto il materiale sequestrato dai carabinieri della sezione Rilievi del comando provinciale. Lo specialista dovrà analizzare, al fine di rilevare e confrontare eventuali tracce di Dna, reperti e materiale oggetto di sequestro rinvenuti all’interno della Fiat 500 con la quale i due fidanzatini raggiunsero il luogo del delitto, presso l’abitazione dell’indagato, sul luogo di ritrovamento del cadavere di Noemi Durini e in sede di esame autoptico. Si tratta di un accertamento tecnico irripetibile esteso anche alle persone offese che hanno nominato i consulenti di parte. L’avvocato Francesco Zacheo che difende il padre della studentessa di Specchia ha nominato il generale Luciano Garofalo. La madre e la sorella di Noemi, assistite dagli avvocati Mario Blandolino e Giulia Bongiorno, si sono affidate alla specialista Marina Baldi. I legali dell’indagato, gli avvocati Luigi Rella e Paolo Pepe, non hanno invece nominato nessun consulente di “parte”. Intanto, nelle scorse ore, è cominciato l’esame dei supporti informatici sequestrati durante le indagini. Si tratta, anche in questo caso, di un accertamento tecnico “non ripetibile”. Tra i reperti che verranno esaminati dagli inquirenti c’è anche il telefonino consegnato dalla madre di Noemi, trovato all’interno di un cassetto. Verranno analizzate anche le immagini delle telecamere e dei sistemi di videosorveglianza posti lungo il percorso dalla casa di Noemi fino alla campagna di Castrignano dove è stato il cadavere della studentessa di Specchia. L’esito della consulenza, affidata dalla Procura al dr. Claudio Leone,  dovrebbe essere depositato entro il termine di 45 giorni.

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