Terremoto a Palazzo Carafa, domiciliari per alcuni consiglieri e dirigenti

Arriva la svolta nell’inchiesta sulle case popolari a Lecce, un vero e proprio terremoto giudiziario si è abbattuto su Palazzo Carafa. La Guardia di Finanza di Lecce ha eseguito nove ordinanze di custodia cautelare di cui due in carcere, cinque in regime di domiciliari, due con obbligo di dimora nei confronti, tra gli altri, di esponenti politici, dirigenti, funzionari e dipendenti del Comune di Lecce. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere, peculato, corruzione, corruzione elettorale, abuso d'ufficio, falso, occupazione abusiva, violenza privata e lesioni.

A firmare le misure restrittive il Giudice per le Indagini Preliminari, Giovanni Gallo, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, avanzata già nel dicembre dello scorso anno dal procuratore della Repubblica Leonardo Leone De Castris e dai sostituti procuratori Massimiliano Carducci e Roberta Licci. Sono stati arrestati gli ex assessori comunali e ora consiglieri, Attilio Monosi e Luca Pasqualini (per quest’ultimo era stata richiesta la detenzione in carcere), il Consigliere de Pd Antonio Torricelli e il dirigente Lillino Gorgoni. Per loro è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, così come nei confronti di Andrea Santoro, 28enne di Lecce accusato di violenza privata e minacce insieme ad altre due persone, Nicola Pinto e Umberto Nicoletti, rispettivamente di 31 e 41 anni che si sarebbero rese responsabili anche di lesioni nei confronti della prima persona che ha denunciato i presunti illeciti legati alla gestione delle case popolari. Colpiti dall’interdizione dai pubblici uffici i funzionari Piera Perulli, Sergio De Salvatore, Luisa Fracasso, e i dirigenti Paolo Rollo e Giovanni Puce. La guardia di finanza parla di condotte illecite finalizzate all'indebita assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica a favore di persone che secondo la graduatoria non ne avrebbero avuto diritto, all’occupazione abusiva e all'illegittimo accesso a forme di sanatoria previste dalla legge regionale 10 del 2014, che sarebbero state concesse in assenza dei requisiti richiesti.

Inoltre sono stati notificati 34 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti soggetti indagati per analoghe ipotesi di reato. Tra i destinatari spuntano nomi eccellenti come Damiano D’autilia, ex presidente alba service e consigliere comunale, Nunzia brandi, già consigliere comunale, già assessore provinciale, e Roberto Marti, attuale senatore della repubblica.

Nessun commento ancora

Lascia un commento