VILLA CASTELLI | Caporalato, in carcere anche il datore di lavoro

Caporalato tra Villa Castelli e la provincia di Bari, dopo l’arresto di quattro persone, l’inchiesta avviata dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana su mandato e coordinamento della Procura di Brindisi ha portato, nelle scorse ore, anche all’arresto del 51enne Vincenzo Pernice, residente in Campania  e amministratore unico della omonima società ortofrutticola di Turi, nel barese. L’uomo è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare perché accusato di concorso in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, pluriaggravati. È la prima volta, in Italia, che a finire in manette è l’imprenditore presso cui, secondo le accuse tutte da dimostrare, i lavoratori e le lavoratrici venivano “sfruttate” dai cosiddetti caporali. Il provvedimento scaturisce dagli ulteriori approfondimenti investigativi che, lo scorso 19 luglio, portarono all’arresto di Michelangelo Veccari, della compagna Valentina Filomeno, di Grazia Ricci e di Maria Rosa Putzu. Secondo gli investigatori, le donne prelevate da Villa Castelli e da altri comuni del Brindisino e del Tarantino venivano accompagnate nell’azienda di Pernice per lavorare più di 8 ore al giorno a fronte delle 6 ore e mezzo previste dal contratto. “Alle femmine pizza e mazzate ci vogliono, altrimenti non imparano”, dice uno dei presunti caporali nelle intercettazioni al vaglio della Procura. L’imprenditore, dopo le formalità di rito, è stato condotto nel carcere di Bari. 

I commenti sono chiusi