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A.Mittal | Confindustria Taranto: “Indotto non sia un alibi”

"Non accettiamo che passi il concetto, tutt'altro che rispondente alla realtà, secondo il quale ArcelorMittal avrebbe chiesto di riprendere la commercializzazione del prodotto per ottemperare ai pagamenti dei suoi fornitori. È un'equazione che respingiamo con l'evidenza dei fatti: ad oggi le nostre imprese avanzano decine di milioni di euro e li avanzavano ancor prima che l'azienda sospendesse, peraltro per un periodo breve, la produzione del prodotto". Lo afferma il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, commentando la comunicazione del prefetto Demetrio Martino che ha deciso di non prorogare oltre il 3 aprile il suo decreto che imponeva la sospensione dell'attività produttiva ai fini commerciali, riferendo di una nota dell'azienda che prospettava, in caso di un ulteriore stop alla vendita dell'acciaio prodotto, "l'impossibilità di pagare i fornitori e le imprese dell'indotto". Marinaro sostiene che il settore dell'indotto è "da mesi, malgrado continui ad assicurare correttamente lo svolgimento dei lavori per Ami, in sofferenza a causa di commesse non pagate. Ed è quello stesso indotto che oggi assicura il prosieguo delle attività dello stabilimento con ulteriore fatica in termini di massima responsabilità verso le misure di prevenzione da applicare, sia nelle procedure produttive sia rispetto alle risorse umane impiegate". Nei prossimi giorni "ci aspettiamo - puntualizza il presidente di Confindustria Taranto - delle risposte chiare: giovedì 9 aprile avremo con l'azienda un aggiornamento per capire se si andrà verso l'auspicato riallineamento dei pagamenti dovuti. Contestualmente, abbiamo già avvisato il prefetto Demetrio Martino sul perdurante stato di inadempienza di ArcelorMittal nei confronti del nostro indotto, che, palesemente, perdura a prescindere da ogni evento, eccezionale e non, e quindi - conclude - indipendentemente dalle misure recentemente imposte dallo stesso prefetto all'azienda per il contrasto al contagio da Covid 19". (ANSA).

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