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Commissione Segre? Una trappola! Parola di Rodelli

Lecce- Continua la discussione in merito alla Commissione Segre ed a prendere la parola questa volta è Riccardo Rodelli, segretario cittadino della Lega.

"Perchè la commissione Segre è una trappola!

Il punto da cui partire, per comprendere le strategie o le tattiche, grandi o piccole che siano, di questo governo, è che il governo Conte bis esiste, con la magnanima benedizione di Bruxelles, unicamente perché era l’unica alternativa alla vittoria di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni che da soli superavano ampiamente il 40%.

A tale consenso sono giunti passando dalla porta stretta, strettissima del politicamente scorretto che in termini di programmi elettorali è stato declinato in politiche immigratorie definite e regolamentate con provvedimenti legislativi italiani e senza dover passare dalle forche caudine europeiste, autonomie sulle politiche di bilancio, rilancio del made in Italy e riduzione delle tasse come solo veicolo per la ripresa di questo Paese. Il motto prima gli italiani, è divenuto un modo di porre ordine all’interno di una società in cui l’immigrato era divenuto l’alter ego del cittadino italiano; è stata quindi una controrivoluzione culturale prima che politica. I “politici” ne hanno beneficato, perché il sentire comune dei cittadini italiani ha trovato anzitutto le “parole” per essere espresso e il coraggio di alcuni nell’esprimerlo a nome di tutti; sicché gli italiani si sono sentiti ascoltati, rettamente interpretati, addirittura – novità unica nella storia repubblica, accennata solo dal berlusconismo, ma senza reali conseguenze passate le elezioni – addirittura “rappresentati”. Ovvio che qualcuno, la Casta, l’Establishment, il Padronato, chiamatelo come volete, cominciasse ad allarmarsi di tutte queste “parole in libertà”. Del resto le rivoluzioni si inaugurano con le nuove parole, le dittature con l’abrogazione, la proibizione, la mutazione delle parole. Ovvio che corra ai rimedi, ovviamente ammantati dei più santi e venerabili principi provvisori che contraddistinguono la loro etica imputridita di doppiopesismo e doppia e magari tripla morale. Usando come avanguardia e maschera un personaggio che non possa essere “attaccato”: una vecchietta ben educata, reduce dai campi di concentramento, mai eletta. La Mrs. Doubtfire di palazzo Madama. Ed ecco servito il ricatto, l’estorsione perfetta. L’ avvertimento minaccioso e sinistro col quale ti tapperanno la bocca: perché non puoi dire più niente, devi chinare la testa, tacere, accettare di bere sino in fondo il calice dell’amarezza. E allora che significa “Commissione sull’Antirazzismo e l’odio”? La verità è nelle ultime inquietanti parole che la nonnetta, a nome del PD che l’ha redatta, dove per odio, razzismo e intolleranza si intende “ogni forma” di “nazionalismo”, “etnocentrismo” e similia. In pratica: il “prima gli italiani” e solo quello. E’ Salvini e i salviniani l’unico scopo. Come è Salvini il solo scopo di questo governo. Il suo internamento in un solitario campo di concentramento, dove attenti agli altri, molti potrebbero andare a fargli compagnia per un commento su fb. La commissione Segre ha il fine di creare una black list, in cui inserire persone autonome o di partito, che in virtù di un principio ragionevole che è quello sintetizzato nel “primaglitaliani”, si pongono in netto contrasto con le politiche migratorie senza regole e tutte quelle subculture che costituiscono il vero oppio dei popoli, perché vivono grazie al senso di colpa che viene inculcato su chi osa porre delle differenze senza voler per questo discriminare. Vogliono un mondo di “diversi” ma pretendono che siano tutti uguali, non nei diritti ma nel conformismo autoritario. Esaltano le diversità ma poi non vogliono un mondo di diversità, ché per questo il mondo è bello. Perché è questa la contraddizione atroce della sinistra: è paradossalmente uno come Salvini che vuole salvaguardare la “diversità” dei mondi, la pluralità di mondi che fanno questo mondo, e per salvare la bellezza abbacinante di un mondo di diversità, la prima cosa da fare è salvare le identità. Si è quindi pensato di costituire un grande purgatorio culturale in cui vengono inseriti gli antisemiti (all’improvviso tutti gli italiani sono stati dichiarati tali), i neofascisti, magari i nazisti stessi; ma anche chi si pone in modo critico nei confronti di politiche migratorie che hanno il solo fine di frammentare e devastare il tessuto connettivo culturale europeo in nome della mostruosa idea del “meticciato universale”, ossia dell’uomo senza più volto, senza più storia, amorfo e possibilmente di “nessun colore” riuscendo ad amalgamarli tutti in un grigio inumano. Ma noi amiamo questo mondo proprio perché è vario: noi vogliamo gente bianca, nera, mulatta, gialla, vogliamo un uomo di tutti i colori; vogliamo tutte le culture e che ciascuno mantenga la sua terra e possa germogliare; vogliamo l’Africa agli africani (non ai colonizzatori europei, francesi), l’India agli indiani, l’Europa agli europei, l’Italia agli italiani. Noi abbiamo padri e madri, abbiamo radici e il solo diritto veramente umano, per noi come per papa Benedeto XVI, è il diritto a “restare nella propria terra”, non essere costretti ad andarsene, a tagliare le redici e fluttuare nell’alienazione del cosmopolitismo bastardo e rapace. Ma proprio questo è additato come “razzismo”, persino odio, finanche etnocentrismo. A conferma di quanto dico si è voluto negare le radici europee, quelle della cultura giudaico-cristiana, si è voluto recidere il cordone ombelicale con chi ci ha preceduto. Un popolo senza passato è un popolo senza futuro. Ed è per questo che il popolo europeo potrà essere sostituito con un nuovo popolo mondiale come il succitato, dove la libertà diventa un tutto uguale a tutto dove nessuno sa più chi è. E perciò si diventa un esercito a disposizione del primo turbo capitalista che saprà impadronirsene: separati e soli, smemorati e senza punti di riferimento, saremmo la nuova servitù della gleba. La commissione Segre, nel suo piccolo, è una trappola proprio perché vuole accumunare gli antisemiti (non mi risulta che la comunità ebraica sia vittima di forme di violenza in Italia) con chi invece vuole manifestare un proprio pensiero che seppur non lesivo della dignità umana contribuisce a quel pluralismo di pensiero per cui una democrazia esiste e che viene considerato politicamente scorretto, sol perché contrario alla dittatura del politicamente corretto. Ove per politicamente corretto si deve intendere quella ideologia che secondo il Prof. Eugenio Capozzi altro non è che un dogma in cui multiculturalismo, rivoluzione sessuale, ambientalismo radicale invece vive la sua parabola discendente e che trova le origini ultime o penultime nella rivoluzione del 68’. La commissione Segre, vuole vietare un sentimento, l’odio, come dice lo stesso Marcello Veneziani, e tanto dimostra la sua profonda contraddittorietà e debolezza. Così lo stato da laico si trasforma in stato sentimentale, stato etico, quello che impone ai cittadini prima come comportarsi, poi cosa dire, infine cosa non dire, quindi cosa pensare o non pensare e che è sempre la fase infantile dei dispotismi che assalgono le classi dirigenti senescenti, e dove la sensualità è sostituita agli affetti ed elevata essa stessa a principio fondatore e fine ultimo della “famiglia” dove persino le funzioni genitoriali si dissolvono nell’indeterminato, fino alla perversione violenta di proibire di chiamare mamma e papà i propri genitori, sempre per “non offendere qualche altro” che vive nell’immaginazione dell’ideologo mainstream, comprimendo loro sì l’odio per chi non si allinea alla classe dominante e perciò “docente”. La sinistra, invece, di combattere i suoi nemici esterni ritornando a fare quanto aveva fatto in passato, tenta di farlo vietando e limitando la libera espressine di pensiero fingendosi garantista ma divenendo in realtà liberticida. A tanto vuole arrivare anche utilizzando l’antisemitismo, nonostante sullo scacchiere geopolitico mondiale, la sinistra mondiale spalleggia e sostiene i palestinesi che fattivamente spesso si pongono dichiaratamente contrari alla creazione dello stato di Israele. Non riuscendo la sinistra rioccupare quegli spazi che la vedevano impegnata nella difesa dei più poveri, si rilancia nella difesa di chi non esiste e cioè di quelle subculture che essendo esclusivamente ideologiche sono solo una simulazione di realtà. Del resto cosa fanno i dittatori se non “creare” una realtà immaginaria e farne una emergenza. Si dirà: ma non lo fa anche Salvini con l’immigrazione? NO, Salvini ha preso atto di quanto un intero popolo constatava e toccava con mano uscendo fuori dalla porta di casa." Conclude Rodelli.

Ovviamente riportiamo il comunicato stampa inviato dall'avv Rodelli in modo integrale per trasparenza e dovere di cronaca, ma allo stesso tempo non possiamo che notare e prendere le distanze dai termini utilizzati nei confronti della senatrice Segre. Fino a che punto la critica politica può consentire alcuni eccessi?

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