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Tag Archives : Processo

Francavilla F.na (BR) | Incendio Centro Casalinghi, assoluzione piena per i titolari

Il capannone, era il 17 luglio del 2012, fu praticamente distrutto da un violentissimo incendio. All’epoca, in sede di indagini, non si escluse alcuna pista. Dal racket al corto circuito, fino alle cause accidentali. Eppure, Vincenzo Di Castri, imprenditore e titolare di Centro Casalinghi, fu accusato di essere stato lui con i suoi soci ad appiccare il rogo nella sua azienda. Una tesi che, a distanza di anni, si è dissolta: assoluzione piena per i Di Castri perché il fatto non sussiste. Lo comunica la stessa azienda con una nota che, ai ringraziamenti e alla gioia, alterna l’amarezza per una vicenda capace di segnare le vite, umane e professionali, di tanti lavoratori. Al centro della vicenda, il rimborso dell’assicurazione, fino ad oggi negato proprio da quelle accuse ora cadute.

“Una problematica fondamentale”, spiega la famiglia Di Castri, perché se “da un lato le aziende sono pressoché costrette ad assicurare, dall'altro allorché avviene un sinistro la copertura assicurativa non lenisce in nessun misura le difficoltà che il verificarsi del danno arreca all’azienda”.

Insomma, fino a quando c’è un’indagine in corso, niente rimborso.

Da qui, l’appello a istituzioni e politica, in primis ai parlamentari di Camera e Senato chiamati “a valutare l’opportunità dell’inserimento di una clausola di ordine pubblico e cioè a dire: se è vero che in presenza di un accertamento penale la compagnia di assicurazione può legittimamente astenersi dal pagare il danno, deve essere però statuito che se l’accertamento penale non si conclude nell’arco un periodo fissato per legge (3,4,5 anni) la compagnia deve, sia pure con riserva, procedere al pagamento. Quanto precede per fare in modo che sia l’assicurato che la compagnia abbiano interesse ad una rapida definizione del processo, e non piuttosto al protrarsi dello stesso sine die come accade oggi”.

Brindisi | Tentativo di rinascita della “Scu”, 12 condanne

Si è concluso con 12 condanne e un’assoluzione il processo con rito abbreviato nei confronti di appartenenti al clan brindisino della Sacra corona unita. Fondamentale il pentimento di un boss mesagnese le cui accuse si sono rivelate decisive.